“Peter Pan vuole fare l’amore” è il nome che Università 21 ha dato a un piccolo ciclo di conferenze, incontri e focus group organizzati per trattare e approfondire un tema che, ancora oggi, viene purtroppo sottovalutato: il mondo dell’affettività e della sessualità nella disabilità.

L’idea di dare vita a questa iniziativa nasce dall’esperienza diretta dei tutors di Università 21 che, seguendo ragazzi poco più che adolescenti, si sono trovati nella situazione di essere confidenti dei loro primi innamoramenti ed esperienze affettive, rendendosi conto di quanto queste tematiche siano difficili da affrontare.
L’aspetto sentimentale nella vita di un/a giovane disabile è tanto importante quanto controverso: c’è la tendenza – da parte delle figure di riferimento del ragazzo/a – ad una eccessiva e immotivata protezione, che spesso si trasforma in isolamento, nei confronti di una dimensione della vita che, al contrario, andrebbe esplorata e conosciuta.

L’obiettivo principale è stato, dunque, quello di aprire spazi di confronto in relazione al tema dell’affettività-sessualità per le famiglie e gli operatori coinvolti nella gestione di persone disabili, allo scopo di promuovere una riflessione attiva sugli argomenti proposti e di acquisire un linguaggio e delle competenze comuni per affrontare questa materia.
Università 21 ha così coinvolto Alberto Grazioli, psicologo e psicoterapeuta nonchè docente nella Scuola di Psicoterapia della COIRAG e dell’Università degli Studi di Parma, Priscilla Berardi, medico e psicoterapeuta impegnata nella divulgazione del tema della sessualità nel mondo disabile, ed Elisa Gobbi, dottoressa in psicologia e moderatrice degli incontri, in qualità di esperti e interlocutori qualificati.
Quale sessualità e quale amore per figli, giovani adulti, con disabilità? Quale ruolo per chi vive al fianco di giovani adulti con disabilità alla ricerca di relazioni d’amore e sessuali?
Questi sono alcuni dei quesiti a cui si è cercato di rispondere all’interno dei gruppi operativi, a cui hanno partecipato i genitori dei ragazzi di Università 21, oltre agli educatori e ai soci.

Il fine ultimo dell’iniziativa è quello di fornire ai genitori, ai familiari e a chiunque rivesta un ruolo educativo, gli strumenti e le modalità per permettere ai disabili giovani adulti di sviluppare una vita affettiva e sessuale indipendente e autonoma, perchè la sessualità e l’affettività sono un bene comune.